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Semestene
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mwgaSemestene (mwgqSemèstene in mwggsardo) è un mwgwcomune italiano di mwha125 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiqcittà metropolitana di Sassari, nella regione del mwigLogudoro e nella subregione del mwiwMeilogu in mwjaSardegna. Fa parte della mwjqdiocesi di Alghero-Bosa.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Note
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Storia
L'area fu abitata già in mwkqepoca nuragica per la presenza sul territorio di alcuni mwkgnuraghi.
La mwlavilla (mwlqbidda) di Semestene era compresa, durante il Basso Medioevo (secoli XI-XV), nella mwlgcuratoria di Costa de Valles ("Costa de Addes") e nella mwlwdiocesi di Sorres, all'interno del mwmagiudicato di Torres o mwmqLogudoro. Dal mwmg1272 all'incirca, d'altro canto, detta mwmwvilla fu uno dei possedimenti sardi dei mwnaMalaspina della mwnqLunigiana, i quali, nel 1308/17, la cedettero al mwnggiudicato di Arborea, trasformato, nel 1410, in mwnwmarchesato di Oristano, il quale la perse in modo definitivo nel 1478 (mwoabattaglia di Macomer). Per giunta, dal 1480 al 1839, la mwoqvilla venne annoverata nel feudo dapprima denominato incontrada di mwowCosta de Valles o "Costa de Addes", quindi elevato al grado di Contea di Bonorva (diploma del 1632, retrodatato al 1630).
Nel territorio di Semestene, poco distante dal centro abitato, s'innalza tuttora la chiesa romanica di mwpgSan Nicola di Trullas (vale a dire mwpwSantu Nigola de Truddas), la cui erezione risale verosimilmente alla fine dell'XI secolo o agli albori del XII. Internamente vi sono dei preziosi affreschi, probabilmente coevi o di non molto posteriori alla donazione del tempio all'mwqaeremo di Camaldoli, da parte degli Athen di mwqqPozzomaggiore, mediante un atto del 1113. A tale edificio sacro trullano era annesso, per l'appunto, un importante monastero camaldolese nel quale fu compilato l'omonimo mwqgcondaghe (registro dove venivano annotate le ragguardevoli variazioni patrimoniali concernenti l'ente religioso). Siffatto monastero fu abbandonato nel corso della seconda metà del XIV secolo. Le rovine del cenobio e della relativa "corte", ancora visibili verso la metà dell'Ottocento (mwqwVittorio Angius), sono state riportate parzialmente alla luce grazie a recenti campagne di scavo guidate dagli archeologi Luca Sanna e Giuseppe Padua. Campagne di scavo che, tra l'altro, sembrano escludere la preesistenza di un edificio sacro cupolato dell'mwraepoca bizantina (secondo mwrqGiovanni Lilliu), del quale si è tanto fantasticato, e sull'impianto del quale sarebbe stato elevato l'attuale tempietto romanico.
La giurisdizione del mwrwmaiore de scolca o mwsamaiore d'iscolca di Semestene, nell'arco dei secoli XII e XIII, abbracciava una non trascurabile rete insediativa, quantunque caratterizzata da piccoli o piccolissimi centri demici agropastorali (ad onor del vero più agricoli che pastorali): Cunzadu (Santa Maria, ora nel territorio di Bonorva), Fraigas (Santa Giusta), Semestene Etzu [o Nurapassar?] (San Michele), Donnigaza insieme a Semestene Nou (San Giorgio), Codes, Truddas (monastero con la "corte" di San Nicola) e Sansa (Santa Maria), senza neanche tentare di conteggiare le numerose mwsqdomesticas o fattorie monofamiliari isolate. Il nuraghe de Iscolca, autentica postazione di vedetta da cui la visuale può spaziare dalla marina di Bosa fino ai colli di Villanova Monteleone, era giustamente il principale punto di riferimento delle guardie giurate che avevano l'arduo compito di sorvegliare e persino di proteggere tanto le persone quanto i beni afferenti alla scolca di Semestene.
A prescindere da Semestene Nou (San Giorgio), che ebbe dunque una vera e propria funzione accentratrice, tutte le microscopiche sedi umane appena rimembrate scomparvero ancor prima del 1388, specie a cagione della profonda crisi agraria e dell'esaurimento della colonizzazione monastica, delle pestilenze e delle carestie inerenti soprattutto alla metà del XIV secolo, come pure della rovinosa "mwswguerra d'Arborea" (1353-1410/20 circa), intercorsa fra il glorioso regno della valle del Tirso (ultimo mwtagiudicato sardo indipendente) ed i ben più potenti conquistatori catalano-aragonesi (i quali, tra l'altro, favorirono un'economia basata essenzialmente sulla pastorizia transumante, a discapito dell'agricoltura, ed introdussero il loro deleterio mwtqfeudalesimo, abolito soltanto intorno al 1840).
All'Ultima ''Pax Sardiniae'' (trattato di pace del 24 gennaio 1388, stipulato da mwuaEleonora d'Arborea e mwuqGiovanni I d'Aragona), riguardo all'area dell'antica mwugscolca in questione (pertinenza della mwuwcuratorie de Costa de Valls, composta inoltre dalle mwvaville di mwvqRebeccu, Terchiddo e mwvgBonorva), aderirono infatti i soli notabili di Semestene Nou o, per meglio intenderci, Semestene mwvwtout court ("Item a Marchucio de Nurchi maiore ville de Semeston Stephano de Ligia Andrea Masala et Comita Pinna iuratis ac Comita de Çori Guantino Taras Ioanne Carta Michele Virde Comita de Carbia Guantino Seche Simeone de Nurchi et Ioanne de Carbia in proxime villa demorantibus prelibata"). Segno evidente che, come già accennato, gli altri centri abitati avevano ormai cessato di esistere, perlomeno alla stregua di entità giuridiche a carattere pubblico, e che le loro attinenze geografiche erano state unite a quelle della mwwavilla superstite di Semestene, in cui si erano del resto rifugiati i relativi profughi (anche se, successivamente, il territorio di Cunzadu e una porzione di quello di Fraigas saranno usurpati dalla mwwqvilla propinqua di mwwgBonorva).
Dopo essere appartenuta all'mwxaarcidiocesi di Sassari (1503-1803), la rettoria o parrocchia di Semestene venne inserita nel mwxqvescovado di Alghero.
Sul tramonto del Settecento, dopo quattro secoli pressoché anonimi, la mwxwvilla di Semestene si ridestò dal suo torpore, recuperando dignità e notorietà. Nel mwya1796 per l'esattezza, allorquando procedeva con le sue schiere lungo la cosiddetta mwyqVia de is Viazzantes (che, in quel periodo, portava da mwygCagliari a mwywSassari, attraverso un tracciato assai dissimile da quello dell'attuale mwzastrada Carlo Felice), lmwzq'mwzgAlternos mwzwGiovanni Maria Angioy venne accolto festosamente, nel pendio semestenese di Andròliga (ai confini di mwaaPozzomaggiore e mwaqCossoine), dal suo fervente amico e discepolo don Francesco Maria Muroni, nativo di mwawBonorva e rettore di Semestene. All'incontro fra i due patrioti isolani, oltre alla locale cavalleria di mwbaBonorva, fronteggiata da un drappello di "dragoni leggeri" inviato da mwbqSassari, parteciparono finanche molti maggiorenti di mwbgBosa, mwbwPadria, mwcaThiesi, mwcqCheremule, mwcgBessude, mwcwMores, mwdaOsilo, così come di altri paesi del mwdqLogudoro (vasta porzione del mwdgCapo di sopra, il quale aveva per capoluogo la città di mwdwSassari, in contrapposizione al mweaCapo di sotto, egemonizzato dalla città rivale di mweqCagliari). Siffatto memorabile convegno fu peraltro immortalato, in tempi a noi più vicini, dal professor Michele Sanna, in un suggestivo dipinto ora esposto nelle pareti della sala consiliare di Semestene.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune di Semestene sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica dell'11 maggio 2009.cite-ref-3[3]
«Stemma di azzurro, al covone di grano, d'oro, legato di verde, sormontato dalla croce scorciata, d'oro; il tutto alla
bordatura
di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo di giallo con la bordatura di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwiwChiesa di San Giorgio
• Chiesa di Santa Croce
• Chiesa di Santa Giusta di Fraigas
• Chiesa di Santa Maria di Sansa
• Chiesa di San Michele di Semestene Etzu
Siti archeologici
• Domus de janas di Sa Funtana de Su Bullu
• Nuraghe Codes
• Nuraghe Fenosu
• Nuraghe de Iscolca
• Nuraghe Loschiri
• Pozzo sacro di Santa Maria di Sansa
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 3 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
• mwrwRomania 2 1,12%
Lingua e dialetti
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 6 giugno 1993 | 16 novembre 1997 | Michelino Bonu | DC | Sindaco | [ 5 ] |
| 16 novembre 1997 | 26 maggio 2002 | Giovanni Maria Deriu | liste civiche di centro-sinistra | Sindaco | [ 6 ] |
| 26 maggio 2002 | 27 maggio 2007 | Giovanni Maria Deriu | lista civica | Sindaco | [ 7 ] |
| 27 maggio 2007 | 10 giugno 2012 | Stefano Sotgiu | lista civica | Sindaco | [ 8 ] |
| 10 giugno 2012 | 11 giugno 2017 | Stefano Sotgiu | lista civica "Insieme per Semestene" | Sindaco | [ 9 ] |
| 11 giugno 2017 | 13 giugno 2022 | Antonella Buda | lista civica "Per Semestene" | Sindaco | [ 10 ] |
| 13 giugno 2022 | - | Antonella Buda | lista civica "Per Semestene" | Sindaco | [ 11 ] |
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mw3gmw3wmw4aBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mw4qdemo.istat.it, mw4gISTAT.
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cite-note-33. ↑ mw7wmw8amw8qSemestene (Sassari) D.P.R. 11.05.2009 concessione di stemma e gonfalone, su mw8gpresidenza.governo.it. mw8wURL consultato il 22 luglio 2022.
cite-note-44. ↑ Dati tratti da: mw9wmw-amw-qmw-gmw-wPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mw-amw-qPDF), su mw-gebiblio.istat.it, mw-wISTAT. mwaqamwaqemwaqimwaqmPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaqqesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-93-97-52. mwaqkmwaqomwaqsComunali 06/06/1993, su mwaqwelezionistorico.interno.gov.it, mwaq0Ministero dell'interno. mwaq4URL consultato il 16 agosto 2017.
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• G. Lilliu, mwaw4Trulla. Cupola in Sardegna, in mwaw8Archivio Storico Sardo, vol. XXVI (1959), pp.mwaxa 509–21.
• Aa. Vv., mwaxiComune di Semestene. Archeologia e Architettura: un rapporto da consolidare, Sassari, Stampacolor, 2004.
• A. Boninu - A. Pandolfi, mwaxqSan Nicola di Trullas. Archeologia-Architettura-Paesaggio, Sassari, TAS/Stampacolor, 2010.
• G. Spanu, mwaxyPoesias, raccolte e trascritte da T. Tedde, Semestene, Amministrazione Comunale, 2001.
• mwaxgIl Condaghe di San Nicola di Trullas, edizioni del 1937 (la prima di R. Carta Raspi; la seconda di E. Besta - A. Solmi), del 1992 (P. Merci) e del 2001 (P. Merci: il testo in sardo antico è affiancato da una traduzione in italiano).
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.semestene.ss.it.
• citerefsapere-itSemèstene, su sapere.it, De Agostini.
• mwaymLa scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna, su comunas.it.